Chiara Fumai nasce a Roma nel 1978 e trascorre l’infanzia e l’adolescenza a Bari, città d’origine dei genitori. Dal 1999 frequenta il Politecnico di Milano, dove si laurea in Architettura nell’anno accademico 2005-2006 con il progetto di una torre panoramica a Busan, Corea del Sud, in risposta al concorso Design for Busan Tower Complex, indetto dal Busan International Architectural Culture Festival Organization, con l’obiettivo di rimodellare l’esistente torre, situata nell’area storica collinare di Jung-Gu, adibita a parco.
In quegli anni si avvicina al mondo del design, collabora con la Segheria di Tanja Solci a Milano, laboratorio dedicato al design e spazio eventi, e cura le relazioni pubbliche in Italia del brand portoghese Krv Kurva. Dal 2003 è impegnata nella direzione artistica del programma Lobby Night del Rocket, un locale in via Pezzotti a Milano, insieme a Marcello Bellan e Chiara Giuliani. La Lobby Night, sotto la sua guida, è un evento a tutto tondo che affianca ai DJ set e ai live di musicisti italiani e internazionali – contemplando i generi old school electro, disco ed electroclash – videoproiezioni e progetti di design, che riflettono gli interessi eterogenei della giovane artista. È qui che Chiara Fumai comincia a confrontarsi con il giradischi e a esibirsi come DJ, prima di assumere il nome DJ Pippi Langstrumpf, con il quale diventerà nota sulla scena internazionale per i suoi DJ set, in cui miscela Italo disco con sonorità techno ed electro.
Nel 2008 fonda con Elisa Colonna l’etichetta discografica Dischi Bellini, per cui esce nel 2009 la compilation The Church of Pippi Langstrumpf, raccolta di brani di musicisti a lei vicini, da Bottin a Club Silencio, ai Fratelli Riviera. Sono tante le collaborazioni e i sodalizi che negli anni compongono la «chiesa» di Pippi, tra cui DJ Maci (Marcello Bellan) e Kiara Andres (Chiara Giuliani), la Nana Bianca (Alice Cannavà), DJ Nox (Sergio Gobbi), e Casco (Salvatore Cusato), storico DJ-producer e punto di riferimento dell’Italo disco.
Il 2009 segna uno spartiacque nella carriera di Chiara Fumai: sebbene già da qualche anno sia attiva come artista visiva – all’inizio del 2008 risale la sua prima mostra personale da Careof a Milano, per la cura di Chiara Agnello, e la sua prima residenza artistica in Olanda, nel penitenziario di Hoorn – è la frequentazione del XV Corso Superiore di Arti Visive della Fondazione Ratti di Como, guidato da Walid Raad, a imprimere una svolta decisiva e segnare profondamente la sua pratica, fino ad allora prevalentemente rivolta al video e all’installazione. Stimolata dall’artista libanese a ripensare il rapporto tra realtà e finzione, tra artista e pubblico, Chiara Fumai deciderà di dedicarsi principalmente alla performance, ma di una particolare tipologia: la conferenza performativa, o performance lecture.
Dal 2009 al 2011 frequenta il Master of Fine Arts (Teoria dell’Arte) al Dutch Art Institute di Enschede, dove è allieva di Mark Kremer e dove tornerà come visiting professor nel biennio 2014-15, dopo aver portato le sue performance a dOCUMENTA(13) a Kassel (2012) e dopo essersi aggiudicata, con il lavoro Chiara Fumai legge Valerie Solanas, il IX Premio Furla per l’arte contemporanea (2013), con la conseguente esposizione nella collezione della Fondazione Querini Stampalia di Venezia (I Did Not Say or Mean “Warning”, 2013) e la residenza al Wiels Contemporary Art Center di Bruxelles (2014).
Il suo lavoro è stato esposto in numerose mostre personali al MACRO Testaccio, Roma (2011); Muratcentoventidue, Bari (2011); APALAZZOGALLERY, Brescia (2013); FUTURA – Centre for Contemporary Art, Praga (2013); Museion, Bolzano (2015). Nel 2015, in occasione di CONTOUR 7. A Moving Image Biennale, Chiara Fumai realizza The Book of Evil Spirits (2015), un video che ripercorre le sue azioni performative sotto forma di seduta spiritica, inaugurando una nuova stagione nella sua pratica artistica. Nel 2016, oltre alle esposizioni personali a Waterside Contemporary, Londra e Rosa Santos, Valencia, trascorre un periodo a New York, dove è in residenza presso OMI International Arts Center, grazie a una borsa di studio della Dena Foundation for Contemporary Art. A New York tornerà l’anno successivo in residenza presso l’ISCP – International Studio & Curatorial Program, come vincitrice del Premio New York del Ministero degli Affari Esteri e del Ministero della Cultura.
Il 16 agosto 2017, a Bari, Chiara Fumai decide di mettere fine alla sua vita.
Tra le esposizioni postume a lei dedicate, vi sono le personali Nico Fumai: Being Remixed, Guido Costa Projects, Torino (2017); Chiara Fumai. LESS LIGHT, ISCP – International Studio & Curatorial Program, New York, a cura di Kari Conte e Francesco Urbano Ragazzi (2019). Nel 2019 il suo lavoro è esposto al Padiglione Italia della 58a Biennale di Venezia, a cura di Milovan Farronato. Nel 2020, al Teatro Margherita di Bari, la mostra Chiara Fumai le rende omaggio; il progetto è a cura di Antonella Marino e The Church of Chiara Fumai, diretta da Francesco Urbano Ragazzi. Nel 2020-2021, si svolge l’ampia retrospettiva Poems I Will Never Release. Chiara Fumai 2007-2016 al Centre d’Art Contemporain Genève per la cura Milovan Farronato e di Francesco Urbano Ragazzi, in collaborazione con Andrea Bellini, successivamente presentata al Centro Pecci di Prato, in collaborazione con Cristiana Perrella e nel 2022 alla Casa Encendida di Madrid. Una versione ridotta dell’esposizione è inoltre presentata a La Loge di Bruxelles, in collaborazione con Mara Montanaro. Per l’occasione, è stata pubblicata l’omonima monografia (NERO, Roma), supportata dal programma Italian Council del Ministero della Cultura, che ad oggi costituisce lo studio più aggiornato e completo dell’opera dell’artista.
